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[....] Orlandoni’s artworks arouse the interest that each of us should have in his own individual and collective history and, from a strictly formal point of view, they finally propose the lexical passing of the dichotomy that has often separated photography from painting, as if between the two art forms a critical dialectic would not be possible. Orlandoni’s work suggests a layered reading of contemporaneity. The traditional lesson of painting is strongly present and gives strength to the representation of accumulations, subtractions and disintegration that accompanies our daily lives. To fold the material through "classic" processes, to delete figuration, to let surface, volumes, support and materials talk: this is not only a strong invitation to interpret the continuity in which we are all involved, but also a stronger exhortation not to be passive spectators and to capture the individual fragments of reality.


from the catalogue “RECENT WORKS” © Giovanna Bonasegale (march 2008)

other writings


Valerio Deho’, Giovanna Bonasegale, Armando Ginesi, Dino Del Vecchio, Enrico Prada, Giusy Caroppo, Magdlaine Blanchot, José F.Gàlvez, Emiliano Canali, Andrea Valentini, Gabriele Tinti, Roberto Mutti, Massimo Lusardi, Fausto Raschiatore, Vincenzo Mirisola, Vincenzo Marzocchini, Giuliano Torrebruno, Maria Lampa, Paola Racca.

[....] Le opere di Orlandoni suscitano l'interesse che ognuno di noi dovrebbe avere per la propria storia individuale e per quella collettiva e, da un punto di vista strettamente formale, ci propongono finalmente il superamento lessicale della dicotomia che ha separato molto spesso la fotografia dalla pittura, come se tra le due forme d'arte fosse impossibile una dialettica critica. Il lavoro di Orlandoni ci prospetta una lettura stratificata della contemporaneità. La lezione tradizionale della pittura è tenacemente presente e dà forza alla rappresentazione di accumuli, di sottrazioni e di sfaldamento, che accompagna la nostra quotidianità. Piegare la materia attraverso procedimenti "classici", espungere la figurazione, far parlare la superficie, i volumi, il supporto e i materiali è un invito forte a interpretare una continuità di cui tutti siamo partecipi, ma ancor più forte a non essere spettatori passivi, a cogliere appunto i singoli frammenti della realtà.


dal catalogo “OPERE RECENTI” © Giovanna Bonasegale (marzo 2008)

Massimiliano Orlandoni is like an archaeologist; his passion for excavation makes him close to earth, to the cosmos, and to complex symbols. Even his painting, fully integrated with photography thanks to an absolutely original technique, brings together the idea of matter and its energy, with the sign. His art is always aimed to capture the uncommon aspects of reality. His sounding is launched to investigate the distance between the surface and the depth of a man. [....] has managed to avoid every kind of rhetoric, has created a work that not only adheres to his philosophy, but also has an evocative power that fascinates with its simplicity and strength.


from the catalogue “HORUS” © Valerio Dehò (july 2010)

Massimiliano Orlandoni è come un archeologo, in cui la passione per lo scavo lo avvicina alla terra, al cosmo, alle simbologie più complesse. Anche la sua pittura perfettamente integrata con la fotografia con una tecnica assolutamente originale, mette insieme l’idea della materia e della sua energia, con il segno. La sua arte è sempre tesa a cogliere gli aspetti non comuni della realtà. Il suo è uno scandaglio lanciato a sondare la distanza tra la superficie e il profondo dell’uomo. [....] ha saputo evitare ogni forma di retorica, ha creato un lavoro che non solo aderisce perfettamente alla sua poetica, ma ha anche una forza evocativa che conquista per la sua semplicità e forza.


dal catalogo “HORUS” © Valerio Dehò (luglio 2010)